“Le sue fotografie rivelano un occhio e un animo penetrante, capace di scegliere l’essenziale, di sorprendere ogni espressione umana.
Ha percorso il mondo in cerca di quel che voleva non di ciò che gli era stato ordinato o di quello che il pubblico s’aspettava.
Come ogni artista vero, la tecnica sua accompagna l’ispirazione e si muta con essa.
Non c’è mai retorica, né luogo comune nelle sue immagini. I suoi libri da regalare, da conservare, da sfogliare nelle ore in cui si vuole vivere intensamente assorbiti dal mistero di un occhio meccanico che ci fa vedere quello che l’occhio naturale non scorgerebbe.”

Giuseppe Prezzolini

Dalla sua casa al Lido, dove abita con Loise “Lou” Embo, la bella moglie belga anche lei fotoreporter di fama, me ne vado portandomi via una fotografia. Prima si parlava dell’abitudine, del fatto che a forza di vedere sempre le stesse cose, alla fine non ce ne accorgiamo più. “Belle comme la belle femme autres”, diceva Morand per spiegare il meccanismo psicologico che ne è alla base: bella come le belle donne degli altri, della nostra non ce ne rendiamo più conto, ci sta sempre davanti agli occhi. “Bene, tempo fa vado a Fossalta di Piave, dove Ernest Hemingway, ferito della Grande guerra, ricevette le prime cure. Un luogo che ho visto mille volte. Questa volta però erano sbocciati dei tulipani. Ho lasciato la casa sullo sfondo e, in controluce, ho messo a fuoco i fiori. Ecco, guardi, i petali sembrano gocce di sangue, il sangue di Hemingway. Se le piace, gliela regalo”. L’ho già incorniciata.

Stenio Solinas

“Credo sia questa mostruosa animalesca facoltà di concentrare tutte le forze intellettive a fare di Roiter il numero uno della fotografia mondiale, e lo dico senza esitazione. Può darsi che ce ne siano di più tecnicamente rifiniti, di meglio studiati nelle inquadrature, nelle angolazioni, nelle luci, nell’ombre e penombre. Può darsi. Ma nessuno sa cogliere come lui, oltre le cose, anche il senso delle cose.”

Indro Montanelli

“Ritenerlo un fotografo illustratore è un insulto. Egli è un rabdomante, e i rabdomanti non ubbidiscono alla logica: si arrestano, a mani tese, magari di fronte a un modesto cespuglio, ben sapendo che sotto si nasconde la vena sorgiva. E’ un’acuta facoltà visiva che si richiama al medium: un cogliere, in sintesi, sentimenti contrastanti ed estremi, il nucleo sensibile della molteplicità. Scrive versi con la macchina fotografica, Roiter. E, si sa, per un poeta vale, spesso, più un muro desolato di una basilica”.

Alberto Bevilacqua

“Foto in bianconero, delicatissime, elegantissime nella loro apparente semplicità, composizioni da pelle d’oca, raffinatezza, gusto, equilibrio e originalità.
Gioielli buoni anche per gli occhi più esigenti.”

Leonello Bertolucci